Il respiro dopo l'afa

Editoriale di CLAUDIO BACILIERI

Claudio Bacilieri Direttore Borghi Magazine

Cè un momento, ogni anno, in cui l’estate smette di essere una promessa e diventa un peso: troppa luce, troppo caldo, troppo rumore, un ottundimento che confonde i giorni in un’unica vampa. E poi, all’improvviso, mai per annuncio graduale, una raffica di vento fa vibrare i vetri. Ismail Kadare lo aveva colto per primo, e Duccio Demetrio lo ha raccolto in apertura del suo Foliage: l’autunno non arriva, si annuncia con un sussulto. Da quel sussulto tutto cambia. La luce si fa obliqua, il passo rallenta senza che nessuno lo decida, e i borghi tornano a essere ciò che sono sempre stati sotto la superficie turistica dell’estate: angoli di fuga, rifugi necessari, restituiti a chi sa aspettare che la frenesia stereotipata si esaurisca da sola. Caorle, con la sua laguna che muta colore ora dopo ora, apre questo numero come si apre una finestra: non per mostrare un paesaggio, ma per lasciare entrare, finalmente, un po’ d’aria.

Vagabondare per borghi non è mai solo un fatto geografico: è uno spostamento dall’evidenza del reale alla fascinazione dell’immaginario. È vero, l’autunno porta con sé anche frane, esondazioni, allagamenti – il conto di mesi di calore. Ma è la stagione più dolce proprio perché è la più onesta: non nasconde il declino, lo mette in scena. È simbolo dell’esistenza stessa, del suo fiorire e del suo, inevitabile, sfiorire.

Ad accoglierci, nell’ultima generosità di luce prima del silenzio invernale, è la Puglia, dove quest’anno si svolge il Festival dei Borghi più belli d’Italia, a Sammichele di Bari. Poi le strade si diramano per tutta la Penisola: in Friuli-Venezia Giulia, nelle Marche da percorrere in bici o a piedi, a Mel e in Valbelluna, tra il Piave e le Prealpi bellunesi. E riflettiamo, in questo numero, su come la digitalizzazione stia ridisegnando il nostro modo di vivere e produrre. “Lavorare stanca”, diceva Cesare Pavese, ma se lo si fa da una houseboat sul Tagliamento, da una scrivania sul fiume, certamente è più piacevole. Le geografie del lavoro agile passano per i borghi. Per tutti quelli che trovate in queste pagine, dalla Valtellina alla Riviera dei Fiori, dalla Romagna alla provincia di Enna.

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Editoriale 98

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