Sorano e Sovana: Tra le Vie Cave e gli Etruschi

QUESTO ANGOLO DI TOSCANA CUSTODISCE ANTICHI PASSAGGI NEL TUFO, UN MISTO DI NATURA E MISTERO. LA MAGIA DELLE TOMBE DEL PARCO ARCHEOLOGICO

Un fascino senza età avvolge questo angolo di Toscana, a pochi chilometri dal Lazio e dal lago di Bolsena. Muoversi tra Sorano e le sue frazioni significa fare un tuffo nella storia: da quella più antica degli Etruschi a quella dei signori medievali, periodi che hanno lasciato un segno preciso nella struttura dei borghi. Lo si vede nello sviluppo urbanistico di Sorano. Un dedalo di vicoli e piazzette, tra palazzi signorili e case del popolo, dall’alto di uno sperone tufaceo che domina la valle. Vi si accede dall’Arco del Ferrini ed è chiuso a sud dalla Fortezza Orsini e a nord dal Masso Leopoldino. Da ammirare la collegiata di San Nicola di Bari, del XII secolo, e il palazzo comitale degli Orsini. Merita una visita il ghetto nato nel 1619, dopo la cessione della contea ai Medici: sono ancora presenti i cardini del portone di chiusura.

L’atmosfera medievale caratterizza anche la frazione di Sovana, che nel 1020 diede i natali a Ildebrando, diventato papa con il nome di Gregorio VII. Il potere della chiesa è testimoniato dall’imponenza del duomo, cui faceva da contrappunto la Rocca, simbolo del potere politico degli Aldobrandeschi, signori del borgo. Conosciuta in epoca antica come Suana, a lungo è stata il capoluogo di una vivace area rurale in una posizione strategica sul fiume Fiora, come testimoniato dalla cinta muraria medievale, che ha incorporato quella etrusca. Della Rocca oggi rimangono solo dei resti, dopo lo smantellamento nel XVII secolo, mentre la cattedrale di San Pietro presenta più stili: lombardo, romanico, gotico. Vale una sosta la chiesa di Santa Maria, con un prezioso ciborio preromanico, insieme con il Palazzo del Pretorio e il Museo archeologico di San Mamiliano.

Storia che si immerge nella natura quando ci si inoltra nelle Vie Cave. Sono impressionanti sentieri tagliati nel tufo, con pareti alte anche venti metri, alcune di origine etrusca e altre medievali. Lo spazio è ristretto, l’andamento è nervoso, con curve e aperture improvvise. Passaggi che sono stati associati al mistero, con la presenza di mostri e streghe: per questo si incontrano affreschi di Madonne e santi, realizzati per scacciare i demoni. Oggi sono un ambiente unico al mondo, con tre vie che partono da Sorano (San Rocco, San Carlo e Laterini) e quattro da Sovana (Cavone, Poggio Prisca, San Sebastiano e Pian di Conati). Rappresentano un ambiente unico, affascinanti percorsi in cui trovare tempo per se stessi, lontano dagli affanni, in sintonia con la natura. Una magia che si ripete nel Parco Archeologico della Città del tufo, straordinario museo all’aperto. Custodisce la necropoli etrusca di Sovana, con una grande varietà di tombe dalle diverse strutture, visitabili grazie a percorsi attrezzati in un ambiente caratterizzato dalla macchia mediterranea. Incontriamo la tomba della Sirena, la Tomba Pisa, cui si accede da un profondo dromos, e la tomba dei Demoni alati, che sorge a poca distanza dalla più famosa: la tomba Ildebranda, in onore del Pontefice, con una struttura colonnata tipica dei templi etrusco-italici. Un’area in cui soffermarsi, per lo spettacolare paesaggio, in due insediamenti rupestri. Sono quello di San Rocco – con la chiesa medievale e i colombari incastonati nelle pareti di tufo – e quello di Vitozza, denominata “la città perduta”: resti di fortificazioni, ruderi di chiese e centinaia di grotte adibite ad abitazioni, stalle e annessi agricoli a formare una città della pietra. Come ritrovare Matera in Toscana.

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